ABS

Fino a 15-20 anni fa la sicurezza attiva dipendeva completamente da come l'autoveicolo veniva progettato e regolato, dalla rigidezza del telaio, dalla raffinatezza delle sospensioni, dalla qualità dell'impianto frenante, dai pneumatici: tutto insomma dipendeva dalle caratteristiche meccaniche del mezzo. Con l'avvento dell'elettronica sempre più affidabile e potente l'industria della componentistica ha cominciato a proporre accessori che rendevano più facile il controllo dell'auto in condizioni d'emergenza, aumentando decisamente la probabilità di scampare a un brutto incidente.

Il primo di questi accessori è stato l'ABS, acronimo tedesco di Antiblockiersystem, cioè SISTEMA ANTI BLOCCAGGIO dei freni; il dispositivo è stato messo a punto dalla BOSCH, casa tedesca attiva su più fronti che investendo moltissimo in innovazione (dopo la morte del fondatore Robert Bosch è diventata una fondazione senza scopo di lucro, quindi tutti gli utili vanno in ricerche) è arrivata per prima a presentare il sistema e montarlo su una auto di lusso, una Mercedes classe S nel 1978, mentre la prima italiana fu la Lancia Thema del 1984.

Come funziona?

in una normale frenata le ruote non si bloccano (a meno che non ci si trovi sopra a del ghiaccio o a dell'olio) quindi si riesce tranquillamente a sterzare.

Se invece freniamo a fondo le ruote si bloccano e dal momento che il pneumatico striscia non riesce più a far girare la vettura, per quanto il guidatore stia sterzando.L'auto rallenterà (meno, dato che l'attrito radente è inferiore all'attrito volvente) ma continuerà per inerzia nella direzione presa un attimo prima di bloccare le ruote.

Il problema è quindi di fare in modo di rallentare l'auto con la massima decelerazione possibile e al contempo di garantire la possibilità di far cambiare direzione al veicolo con lo sterzo: la soluzione è un sistema elettroidraulico che controlli la velocità angolare delle ruote e regoli la potenza frenante mantenendola sempre al limite della capacità di aderenza dei pneumatici.

In un auto dotata di ABS viene monitorata con precisione la velocità di rotazione di ogni singola ruota; ogni ruota ha un anello dentato chiamata ruota fonica e un sensore di prossimità posto vicino ai denti dell’anello conta quanti denti gli passano davanti per ogni secondo. Possiamo vederli nell'immagine seguente:

Ruota fonica nell'ABS

I dati raccolti dalle ruote vengono comparati costantemente da una centralina elettronica che controlla una pompa idraulica che a sua volta comanda i freni tramite elettroattuatori.

In caso di frenata in atto la centralina controlla il modo in cui le ruote rallentano, verificando che la diminuzione della velocità di rotazione sia corretta e rientri all'interno dei parametri memorizzati. Se i sensori su una o più ruote rilevano velocità che il calcolatore ritiene non corrette parte un comando ai riduttori di pressione che diminuiscono la forza frenante sulle ruote in questione, riportando il pneumatico in condizioni di aderenza; a questo punto la pressione viene gradatamente ristabilita finchè la ruota non ricomincia a bloccarsi, ritornando alla situazione precedente e ricominciando il ciclo, e questo genera sotto il piede che frena una pulsazione che non deve assolutamente impensierire.

Un’avvertenza fondamentale è che bisogna lasciar fare tutto alla centralina, quindi niente diminuzione della pressione del piede sul pedale del freno, anzi meglio premere di più.

Inoltre, altra avvertenza fondamentale, in caso di frenata violenta occorre premere anche il pedale della frizione, questo per far rimanere acceso il motore; se infatti il motore si spegne la pompa dell’Abs si ferma e il patatrac è garantito.

Se fate una prova in una zona deserta giusto per levarvi il dubbio vedrete che a motore spento niente Abs e subito dopo niente servofreno.

Nel disegno sottostante è raffigurato schematicamente un impianto Abs.

Schema dell'ABS

Concettualmente è una cosa banale, praticamente ci sono voluti tredici anni di prove e studi, il primo Abs pesava circa una dozzina di kg con tutti gli ammennicoli, peso che oggi si è ridotto drasticamente, dell’ordine del paio di kg, pur avendo una parte elettronica enormemente più sviluppata, potente al punto tale che, usando gli stessi sensori dell’Abs e l’impianto frenante, l’auto arriva ad avere antislittamento in accelerazione, una specie di differenziale autobloccante elettronico (il Q2 Alfa), aggiungendo un paio di sensori di imbardata l’auto ha l’Esp, controllo elettronico della stabilità , cioè quel congegno che agendo opportunamente sui freni corregge sovrasterzi e impedisce cappottamenti, tanto per intenderci quello che ha permesso alle Mercedes di superare il famigerato test dell’Alce.

Altre funzioni che esegue il sistema è quello della ripartizione automatica del carico frenante tra l’asse anteriore e quello posteriore, una volta effettuato meccanicamente con ripartitori a leva collegati al telaio, inoltre, sempre se previsto, può dare aiuto in una frenata di emergenza accorgendosi della velocità e dell’intensità con cui è stato premuto il pedale del freno e aumentando di conseguenza l’intensità della frenata alla massima potenza disponibile.

Insomma un grande aiuto per la sicurezza che però non ci deve cullare nell’illusione che possiamo andare più forte perché tanto c’è l’Abs, l’Esp e così via.

Se su un tratto di strada rettilineo e deserto c’è un cartello con limite di 80 km/h, non è che è stato messo lì perché non sapevano dove metterlo in magazzino, dunque occhi aperti, niente telefonino alla guida e prudenza sempre che di vita ce n’è una sola!

Commenta nella pagina dedicata del nostro forum!

articolo a cura di Massimiliano Carnevale

Ultimi articoli aggiunti
  1. Volano Bimassa riparazione, uso e consigli - Il volano bimassa: invenzione geniale ma fonte di qualche grattacapo
  2. Tail of the Dragon - La coda del dragone - Us Route 129 - 318 curve in rapida successione: tutto questo solo sulla Tail of the Dragon
  3. Elenco Autovelox - Di seguito pubblichiamo la lista degli Autovelox fissi presenti sulle strade e autostrade italiane aggiornato alla data di pubblicazione dell'articolo.
  4. Tolleranze e multe - Il codice della strada, per ovviare agli errori di misurazione insiti in qualunque strumento di misura ha introdotto delle tolleranze per far sì che tali errori non si ripercuotano sui conducenti
  5. Elenco dei Tutor presenti in Italia - Elenco dettagliato di tutti i Tutor presenti in Italia